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Economia in Cina!

 

L’agricoltura è da millenni il tradizionale caposaldo dell’economia e della cultura cinese: l’agricoltura e la classe dei contadini, nella visione confuciana, erano infatti centrali per il mantenimento dell’ordine cosmico.


Ma analizziamo ora l’economia moderna. La Cina, alla fine degli anni degli anni Settanta si configurò come la più grande potenza asiatica e una delle maggiori potenze economiche del mondo. 


Si pensa alla Cina e la si assoccia al riso. Non è un luogo comune: la Cina è il primo produttore mondiale di cereali e di riso; quest’ultimo è la principale coltura del paese, (viene coltivato nella valle del Chang Jiang, nel delta dello Zhu Jiang e nel bacino del Sichuan).

 

Un altro cereale di cui il paese è primo produttore mondiale è il frumento, coltivato a nord del fiume Huai, nel bassopiano cinese e nelle valli dei fiumi Wei e Fen, nella regione del Loess. Fiorente, è inoltre, la coltivazione di piante tessili, tra cui il cotone, di cui la Cina è il maggiore produttore mondiale, concentrata soprattutto nel bassopiano cinese, oltre che nella regione del Loess, nel basso e medio corso del Chang Jiang. A


L'agricoltura, tradizionale risorsa economica del paese, continua dunque a rappresentare un settore importante. I terreni coltivabili non coprono più del 14,5% della superficie complessiva, ma circa l'80% dei terreni agricoli è destinato alla produzione alimentare. Il consistente aumento della produzione agricola - avvenuto a partire dal 1949 - e il raggiungimento dell’autosufficienza alimentare furono dovuti all’introduzione di moderne tecniche di coltivazione ed a una migliore organizzazione dell'attività.


Seppur pochi terreni siano adibiti al pascolo, in Cina l'allevamento costituisce una risorsa molto importante. Gli allevamenti più diffusi sono quelli dii suini, mentre la pastorizia è largamente praticata nelle regioni occidentali, dove i pastori si dedicano prevalentemente all'allevamento di ovini, caprini e cammelli.
Nonostante la pesca venga praticata senza l’ausilio di tecnologie all’avanguardia, la Cina è il maggiore produttore di pesce del mondo.


La Cina possiede una grande varietà di risorse minerarie: nel sottosuolo cinese sono presenti circa 150 tipi di minerali diversi. Il settore dell’estrazione mineraria occupa il 4% della popolazione attiva. I giacimenti sono distribuiti in tutto il paese, ma le aree più ricche sono la Manciuria meridionale, soprattutto la penisola di Liaodong e le zone montuose del Sud. Sono presenti anche ingenti risorse energetiche.

 

Le riserve di carbone, di cui il paese è il primo produttore al mondo, sono calcolate in 126.215 milioni di tonnellate e si trovano in Manciuria e nelle zone settentrionali; le riserve di petrolio (secondo le stime, 24 miliardi di barili), sono situate soprattutto in mare aperto, in Manciuria, nelle province nordoccidentali di Shaanxi, Gansu, Qinghai e nello Xinjiang Uygur.


L’industria cinese iniziò a svilupparsi solo a partire dagli anni Cinquanta. I settori più forti sono rappresentati dall’industria pesante: cantieristica e della fabbricazione di locomotive, trattori, macchinari per l'industria estrattiva e per la raffinazione del petrolio.


Particolarmente fiorente nel paese è l'industria tessile (cotone, seta, lana, lino, fibre sintetiche) che impiega più di quattro milioni di lavoratori.


La Cina è uno dei principali paesi produttori di elettricità del mondo; nonostante questo, il fabbisogno del paese non viene soddisfatto, principalmente nelle città.
Per quanto riguarda il commercio estero, nel 1979 la Cina abolì alcune restrizioni aprendo la strada all'investimento e a un aumento degli scambi commerciali. I prodotti maggiormente esportati sono petrolio grezzo e raffinato, tessuti di cotone, seta, abbigliamento, riso, suini, prodotti ittici e tè.

 

I prodotti di importazione comprendono macchinari, automobili, fertilizzanti, caucciù e frumento. Il Giappone è il paese con cui la Cina realizza il maggior numero di scambi commerciali, seguito dagli Stati Uniti; tra gli altri si citano la Germania e Singapore.

 

Trasporti e vie di comunicazione

Due terzi del trasporto di passeggeri e metà del trasporto di merci viene effettuato su rotaia. Dal 1949 la rete ferroviaria è stata ampliata fino ad arrivare, nel 1999, a 60.000 km, di cui solo una piccola parte è elettrificata; quando il tratto Lanzhou-Lhasa (Tibet) sarà completato, la ferrovia collegherà tutte le province e le regioni autonome della Cina.


La rete stradale (1.402.698 km) collega oggi Pechino a tutte le province, le regioni autonome, i porti e i centri ferroviari ed è ampiamente presente anche nelle zone rurali. Nelle aree urbane il trasporto pubblico è ben sviluppato; molto diffuso è l'utilizzo della bicicletta.


Molti trasporti nel paese avvengono attraverso gli oltre 110.000 km di canali navigabili. I principali sono il Chang Jiang e il Gran Canale, che si estende da Pechino a Hangzhou. In alcune zone i canali di irrigazione e di drenaggio vengono usati dai contadini come idrovie interne.

 

Anche i collegamenti marittimi sono importanti e la flotta mercantile cinese può contare su 3.280 navi (2001). Il trasporto aereo fu incrementato a partire dal 1980, con l'apertura dell'aeroporto internazionale di Pechino.


Il sistema delle telecomunicazioni non è ancora sufficientemente sviluppato e la maggior parte delle stazioni radiofoniche e televisive, il servizio telefonico e quello postale sono ancora gestiti dallo stato. Negli ultimi anni anche la Cina è stata coinvolta dallo sviluppo delle tecnologie informatiche, anche se la loro diffusione è ancora limitata alle nuove industrie industrie e ad alcuni settori dello stato, principalmente quello militare.

 

Negli ultimi anni si è diffuso l’uso privato del computer, anche se per ragioni economiche e politiche (l’utilizzo delle reti telematiche e di Internet in particolare è sottoposto a rigidi controlli) il fenomeno è finora contenuto: nel 2000 i collegamenti a Internet erano solo 60.000 (0,5 ogni 10.000 abitanti); nello stesso anno negli Stati Uniti erano 42 milioni (1500 ogni 10.000 abitanti).

 

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