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Palazzo imperiale di Pechino in Cina!

 

 

il Palazzo delle dinastie imperiali Ming e Qing è chiamato Città Proibita (Zǐjinchéng, che significa letteralmente "Città proibita Viola") poiché in passato l'accesso era vietato senza l'esplicito permesso dell'Imperatore; è definita anche Città purpurea non per il colore purpureo delle mura ma dal nome che i cinesi davano alla Stella Polare: Mirto Purpureo - come la Stella Polare era il punto di riferimento di viaggiatori e naviganti, così l'imperatore, figlio del Cielo, era il punto di riferimento del popolo cinese. Oggi, il sito è comunemente conosciuto in Cina col nome di Gugong.


Il Palazzo Imperiale costituisce il massimo esempio di architettura classica cinese. Voluta da Yongle, il terzo imperatore della dinastia Ming venne ideata e costruita tra il 1407 e il  1420.


La Città proibita si trova immediatamente a nord della Piazza Tiananmen e vi si può accedere attraverso il Tiananmen, cioè la Porta della pace celeste. Il Palazzo Imperiale si estende su di una superficie di 720.000 metri quadrati e si compone di 800 edifici, divisi in 8.886 stanze.


La Città proibita di forma rettangolare, è il più grande complesso di palazzi del mondo; è circondata da un fossato profondo 6 metri e da 4 quattro torri dai tetti con tegole gialle (il giallo era il colore riservato all'imperatore) .

 

Tutto il complesso è diviso in due parti: la "parte esterna", che comprende le zone meridionali e centrali, è centrata su 3 ampie sale che venivano usate per scopi cerimoniali (come per esempio l'incoronazione, le investiture e i matrimoni imperiali). Una di queste 3 sale è la splendida Sala della suprema armonia . Oltre alle sale da cerimonia, qui si trovano la Libreria imperiale e gli archivi.

 

La "parte interna", che comprende le zone settentrionali, orientali e occidentali della Città proibita; essa è centrata su altre 3 ampie sale, utilizzate per gli affari giornalieri dello stato. Il palazzo più importante di questa parte, in cui viveva l'imperatore con la famiglia, gli eunuchi e i servi, è il Palazzo della purezza celeste.

I palazzi della Città proibita sono allineati lungo tre direttrici nord-sud. Quella centrale ospita i palazzi più importanti; nella direttrice orientale si trovano alcuni cortili semi-indipendenti; nella direttrice occidentale si trovano diversi giardini ed edifici religiosi. La maggior parte di questa direttrice non è aperta al pubblico, poiché alcuni edifici sono pericolanti e altri vennero distrutti da un incendio nel 1923 e mai ricostruiti.


Ci sono 4 porte di accesso alla Citta Proibita, una su ogni lato:

 

  • a sud, Wumen (Porta di Mezzogiorno);
  • a nord, Shenwumen (Porta della Grandezza Divina);
  • a est, Donghuamen (Porta Fiorita dell'Est)
  • a ovest, Xihuamen (Porta Fiorita dell'Ovest).

La Wumen è la porta più grande del Palazzo. E' una costruzione massiccia, con 2 ali, sormontata da 5 padiglioni, uno al centro, rettangolare, e 4 più piccoli e quadrati, a ogni angolo. Qui l'imperatore presenziava alle cerimonie militari e proclamava il nuovo calendario. Alla fine di ogni battaglia le armate sfilavano davanti a questa porta in presenza dell'imperatore a cui offrivano i loro prigionieri (che egli poteva sia condannare che graziare).

 

Dall'alto della Porta, in epoca imperiale, gli editti, posti e calati in una scatola di legno dorato venivano consegnati ai funzionari che li ricevevano su di un vassoio e li portavano in processione al Ministero dei Riti dove venivano copiati in migliaia di esemplari e spediti in tutto il Paese.

 

Varcata Wumen, si entra in un ampio cortile dove scorre il Jinshuihe (Ruscello dalle Acque d'Oro). Lo si attraversa mediante 5 ponti di marmo. Al centro si aprono 3 porte. Queste immettono nel più grande cortile del Palazzo, fiancheggiato a est e a ovest da due ali di costruzioni a un piano, in cui un tempo si trovavano i depositi imperiali. Al centro del cortile, su una terrazza, si trovano le tre grandi sale.

 

L'imperatore accedeva a questa terrazza, seduto su una portantina, da una rampa formata da una grande lastra di marmo bianco su cui è scolpito il drago, la fenice, la perla e le nubi ordinate. I portatori salivano sulla terrazza per mezzo delle 2 scale di marmo porte ai lati della rampa stessa.


Questa la descrizione delle tre sale:


1. Taihedian (Sala dell'Armonia Suprema): vi si accede salendo tre scale di marmo di cui quella centrale era riservata all'imperatore. Lo spiazzo antistante questa sala è ornato da 18 bruciaprofumi in bronzo nei quali si bruciava legno di sandalo; ognuno rappresenta una delle 18 province della Cina antica. Un'edicola in pietra contenente una misura per il grano a ovest e a est una meridiana simboleggiano la giustizia e la rettitudine imperiali.

 

Un drago-tartaruga, animale mitologico, incarna la longevità e l'immortalità. Quattro giade di rame dorato ricoperte da 18 kg d'oro si trovano da una parte e dall'altra del padiglione. esse servivano da riserva e deposito d'acqua in previsione di incendi e assedi, dato che l'insieme della città è costruito quasi interamente di legno massiccio. Durante l'inverno alcuni eunuchi erano incaricati di accendere dei fuochi sotto le giare per evitare che l'acqua si trasformasse in ghiaccio.


Il Palazzo della Suprema Armonia è sorretto da 24 colonne in legno massiccio di laurocanfora, di 28 m di altezza, provenienti dal sud della Cina e trasportate via fiume fino a Beijing: 6 colonne centrali dorate e decorate con il motivo del drago, simbolo dell'Imperatore, e 18 pilastri laterali coperti di lacca rossa.

 

I mattoni lisci che sono serviti alla pavimentazione di questo palazzo sono stati anch'essi importati dal sud della Cina: venivano bagnati dopo la cottura in un liquido oleoso che li rendeva brillanti e lisci. Questa sala, terminata nel 1669, è stata completamente restaurata a più riprese.

 

L'insieme di questa costruzione è a incastro: nessun chiodo entra nella sua edificazione.
Al centro del soffitto, un magnifico drago dorato sporge al di sopra del palco in legno di palissandro e del trono dorato dove prendeva posto l'imperatore. Dietro a questo, un paravento ornato da nove draghi (il 9 era la cifra suprema, simbolo del cielo e della terra), e due elefanti - simboli della pace - che vegliavano ai piedi del seggio imperiale. E' proprio su questo trono che l'imperatore regolava gli affari di stato.

 

Al tempo delle grandi cerimonie (festa di primavera, celebrata secondo il calendario lunare; solstizio d'inverno, anniversario dell’incoronazione dell'imperatore, nomina dei generali, promulgazione delle nuove leggi o proclamazione di decreti importanti...) una quantità impressionante di legno di sandalo e di pino si consumava nei bruciaprofumi; orchestre riempivano il palazzo di suoni, suonando su campane d'oro e su carillon di lastre di giada (litofoni).

 

Funzionari e dignitari venivano allora a prostrarsi davanti al palazzo dove sedeva l'imperatore, ma nessuna donna poteva assistere a questa cerimonia. Sul suo trono, immerso in un fumo irreale, il "Figlio del Cielo", intermediario tra Dio e gli uomini, poteva assaporare a piacere l'"Armonia Suprema"; da qui il nome di questo padiglione.

 

2. Zhonghedian (Sala dell'Armonia Perfetta). E' una sala meno importante e più intima della precedente. Il trono eretto al centro è circondato da 2 bracieri e da 4 bruciaprofumi dorati. Questa sala era innanzitutto un luogo di riposo e di riflessione. L'imperatore vi metteva a punto il protocollo delle cerimonie che dove presiedere, prima di recarsi in gran pompa alla Sala dell'Armonia Suprema. E' qui che egli stendeva i messaggi che venivano letti nel Tempio degli Antenati ed è qui che venivano esaminate una volta all'anno le sementi dei raccolti. Qui accettava anche le felicitazioni dei suoi ministri e le lettere credenziali degli ambasciatori stranieri.

 

Gli imperatori bambini ricevevano qui l'educazione relativa alle loro funzioni. Due portantine sono situate ai fianchi del trono. Praticamente l'imperatore non camminava mai al di fuori delle stanze o dei giardini imperiali. Tutti i personaggi importanti si spostavano in portantina; quella di un mandarino di distretto veniva portata da 4 uomini; da 8 uomini quella di un mandarino di provincia. Un ministro o un ufficiale superiore aveva diritto a 16 portatori, l'imperatrice a 32 e l'imperatore a 48.

 

3. Baohedian (Sala dell'Armonia protetta). Questa sala servì per le udienze fino ai tempi di Qianlong (1736-1796), quarto imperatore della dinastia Qing. Vi si celebrava anche la festa delle lanterne, il 15° giorno della prima luna. In quest'occasione, l'imperatore offriva sontuosi banchetti alla nobiltà delle minoranze nazionali e ai suoi ministri.

 

Le colonne che sostengono il tetto qui sono più antiche e meno numerose che nella Sala della Suprema Armonia, in modo da permettere grandi ricevimenti. Gli esami imperiali si svolgevano in questa sala. Ogni tre anni, secondo la tradizione confuciana, l'imperatore sceglieva i candidati solitamente tra i nobili e gli aristocratici per mantenere sempre meglio il suo potere.

 

La selezione si basava dapprima su esami locali (i candidati riconosciuti divenivano letterati), poi su quelli provinciali (gli intenditori) e infine su quelli imperiali. Quest'ultimo esame era presieduto dall'imperatore. Ai lati del trono sono esposti alcuni reperti archeologici scoperti nel 1976, come pure si possono ammirare dei rari ornamenti risalenti a più di 5000 anni or sono. Un bronzo funebre rappresenta due cavalieri armati di lancia che precedono un carro tirato da due cavalli che trasporta un funzionario protetto da un parasole. Un cavallo che galoppa su una rondinella risale alla dinastia degli Han dell'ovest.

 

Attraversando la Qianqingmen (Porta della Purezza Celeste) si arriva alle tre sale private dell'imperatore. Le differenze di stile tra la prima parte della Città Proibita, maestosa e grandiosa, e la seconda più intima e di dimensioni più umane, permettono di immaginare i contrasti che separavano gli affari pubblici e la vita privata dell'imperatore. La vita pubblica si svolgeva nel fasto e nella grandezza; la vita familiare, in appartamenti, giardini e corridoi più intimi, trascorreva più semplicemente.

 

1. Qianqinggong (Sala della Purezza Celeste): sulla terrazza ci sono quattro bruciaprofumi dorati. Qui, gli imperatori Ming avevano la loro stanza da letto. Poi, con i Qing, divenne sala di udienze in cui si ricevevano gli ambasciatori stranieri. Al centro vi è il trono imperiale con bruciaprofumi in "cloisonné";

 

2. Jiaotaidian (Sala dell'Unione): era la sala del trono dell'imperatrice;

3. Kunninggong (Sala della Tranquillità Terrestre): durante i Ming era l'abitazione dell'imperatrice. Sotto i Qing, l'imperatore e l'imperatrice vi trascorrevano la loro prima notte di nozze.

 

Uscendo dalla "Porta della Tranquillità Terrestre" si giunge al Giardino Imperiale, costruito in epoca Ming.

 

La parte nord-ovest del Palazzo Imperiale è una successione di corti e padiglioni. Qui vivevano le concubine, le favorite e gli eunuchi. Se ufficialmente un imperatore poteva avere 3 mogli, 6 favorite e 72 concubine, alcuni di essi possedevano fino a 3.000 concubine.

 

Oggi la maggior parte dei palazzi è adibita a musei. troviamo:


1. Yangxindian (Palazzo del Nutrimento dello Spirito): qui vissero gli ultimi 3 imperatori Qing;


2. i 6 Palazzi dell'Ovest, dove risiedevano l'imperatrice, le vedove, le inservienti e le concubine;


3. Zhaigong (Palazzo dell'Astinenza), dove la corte si felicitava quando nasceva l'erede al trono; è adibito a museo degli oggetti di bronzo;


4. i 6 palazzi dell'Est: custodiscono collezioni di oggetti preziosi(ceramiche, porcellane d'epoca Yuan, Ming, Qing, stoffe e sete); va notato che gran parte del tesoro di arte del Palazzo Imperiale è stato portato a Taiwan dai nazionalisti nel 1949 e si trova attualmente nel Museo Nazionale Cinese a Taipei;


5. Fengxiandian (Sala del Culto degli Antenati): dedicata agli antenati della famiglia imperiale;


6. Ningshougong (Palazzo della Tranquillità e della Longevità): si trova nella parte nord-est del Palazzo Imperiale, in esso si compivano i sacrifici. Fu da qui che l'imperatrice Cixi nel 1900 decise di lasciare Beijing con la corte quando gli Europei stavano entrando in città.


Attraverso la Yangxingmen (Porta del Nutrimento del carattere) si arriva alle 3 sale che costituivano gli appartamenti privati dell'imperatore Qianlong e dell'imperatrice Cixi. In queste 3 sale sono conservati ed esposti parte dei tesori imperiali: oggetti in oro, giada, corallo, doni che funzionari o dignitari civili e militari cinesi o capi di stato e diplomatici esteri hanno inviato agli imperatori.


A ovest della "Porta del Nutrimento del Carattere" vi è un giardino con alberi e colline artificiali. Vicino c'è il Pozzo della concubina Zhenfei. In esso l'imperatrice Cixi nel 1900 fece gettare la favorita dell'imperatore perché aveva cercato di persuadere il "Figlio del Cielo" a restare nel palazzo imperiale con lei anzichè fuggire davanti al nemico.


Nella Jianting (Sala delle Frecce) sono esposti i tamburi di pietra. Si tratta di 10 blocchi di pietra la cui forma richiama solo vagamente quella di un tamburo. Ciascuno ha un'iscrizione che ricorda una battuta di caccia fatta da un duca di Qin. Sono le più antiche epigrafi cinesi su pietra che ci siano pervenute e sono state scoperte sotto i Tang nel VII sec. nel distretto di Fengxiang nel Shaanxi.


Nella parte ovest troviamo:


1. Xihuayuan (Giardino dell'Ovest);


2. Yuhuage (Padiglione della Pioggia di Fiori), tempio lamaista decorato con trofei di ossa umane;


3. Cininggong (Palazzo della Tranquillità e della Pace), il più importante dei palazzi dell'ovest;


4. Dafotang (Sala del Grande Buddha).


Al Parco di Sun Yat-sen vi si accede da una porta collocata a ovest della Tian’anmen. Nel 1421 l'imperatore Yongle vi eresse l'Altare del sole e del raccolto diviso in 5 sezioni ciascuna contenente terra di colore diverso a indicare che tutti i continenti della terra appartengono all'imperatore. A nord dell'altare sorge la "Sala della Preghiera". qui si svolgono generalmente le cerimonie funebri di eminenti uomini del partito o del governo.

 

Oggi la Città Proibita è un vero e proprio museo, inserito nel 1987 inserita nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO, che la riconosce come la più grande collezione di antiche strutture in legno che si sia conservato fino ai giorni nostri.

 

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